lunedì 4 maggio 2009

Crisi : nel 2009 le donne disoccupate nel mondo potrebbero essere 22 milioni

Crisi : nel 2009 le donne disoccupate nel mondo potrebbero essere 22 milioni
Potrebbero essere le donne a pagare il prezzo piu' alto, in tema di disoccupazione, a causa della crisi economica globale: nel 2009 il numero delle donne disoccupate potrebbe salire di altri 22 milioni, fino a raggiungere un tasso di senza lavoro del 7,4%, contro il 7% maschile. Peraltro, la crisi mondiale dell'occupazione potrebbe peggiorare con l'aggravarsi della recessione nel 2009. La previsione emerge dal Rapporto annuale dell'Ilo (Organizzazione internazionale del lavoro) sulle tendenze globali dell'occupazione femminile, pubblicato oggi in vista della giornata internazionale delle donne che sara' celebrata domani nella sede dell'Ilo a Ginevra. Secondo le proiezioni del rapporto, per il 2009 e' prevista una contrazione del mercato del lavoro globale sia per gli uomini che per le donne.

L'Ilo stima che il tasso di disoccupazione globale potrebbe attestarsi fra il 6,3% e il 7,1%, con un tasso di disoccupazione femminile fra il 6,5% ed il 7,4% e per gli uomini fra il 6,1% ed il 7%. Cio' si tradurrebbe in un aumento di ulteriori disoccupati nel mondo tra i 24 e i 52 milioni, e di questi dai 10 ai 22 milioni sarebbero donne. La crisi economica mondiale, secondo l'Ilo, "creera' nuovi ostacoli nel percorso verso una crescita sostenibile e socialmente giusta, rendendo piu' difficile per le donne l'accesso al lavoro dignitoso": per questo l'organizzazione internazionale sul lavoro lancia un appello per la ricerca di "soluzioni creative" per affrontare la disuguaglianza. Il rapporto ricorda che nel 2008, su 3 miliardi di persone che lavoravano nel mondo 1,2 miliardi erano donne (40,4%), e che l'impatto della crisi rischia di essere piu' nefasto per il tasso di disoccupazione femminile in gran parte delle regioni del mondo, e soprattutto in America Latina e nei Caraibi.

Le uniche regioni in cui il tasso di disoccupazione dovrebbe essere meno negativo per le donne sono l'Asia orientale, le economie industrializzate, i Paesi del sud-est Europeo (non Ue) e la Csi (Comunita' degli stati indipendenti) in cui le disuguaglianze di genere erano minori, in termini di opportunita' di lavoro, gia' prima della crisi attuale. L'Ilo prevede anche che quest'anno il tasso globale di posti di lavoro vulnerabili possa variare dal 50,5% al 54,7% per le donne, contro il 47,2% e 51,8% per gli uomini. "Tasso di occupazione piu' basso, minor controllo sulla proprieta' e sulle risorse, maggiore concentrazione in forme di occupazione informali e vulnerabili con basse retribuzioni e scarsa protezione sociale, mettono le donne in una posizione piu' debole rispetto agli uomini nell'affrontare la crisi", ha detto Jan Hodges, direttrice dell'ufficio Ilo per l'uguaglianza di genere, aggiungendo che "le donne possono far fronte a questa situazione lavorando piu' ore o facendo molteplici lavori a basso reddito, ma devono comunque far fronte agli impegni domestici non retribuiti".
Fra le misure politiche che potrebbero contribuire a riequilibrare il carico che pesa sulle donne e a far fronte alle conseguenze della globalizzazione, il direttore generale dell'Ilo, Juan Somavia, ha indicato "l'accesso a lavori sostenibili e di qualita' sia per gli uomini che per le donne, l'estensione della protezione sociale fra cui i sussidi di disoccupazione, e schemi assicurativi che riconoscano la posizione vulnerabile delle donne nel mercato del lavoro, un dialogo sociale con la partecipazione attiva delle donne nei processi decisionali". (Ansa).

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